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🇭🇰SIAMO AD HONG KONG!🇭🇰 Raccolta aggiornamenti

December 2, 2019

 

 

Guglielmo e Nicola, due attivisti di Labas e membri di Ya Basta! Bologna sono arrivati ad Hong Kong qualche giorno fa per seguire le azioni del movimento che nelle ultime settimane ha animato la città. Sul nostro facebook potete seguire gli aggiornamenti in tempo reale. 

 

Qui la raccolta dei contributi e degli articoli a riguardo. 

 

PRIMO AGGIORNAMENTO (30 NOVEMBRE ORE 20.30)


Due attivisti di Ya Basta! Bologna sono appena giunti in città per cercare di capire, direttamente sul campo, uno straordinario movimento che da mesi sta scuotendo gli equilibri politici (e geo-politici) in Cina e nel Mondo. Questa è la prima testimonianza in loco della manifestazione di oggi e domani sono previste ben tre mobilitazioni che seguiremo da vicino. Stay tuned!

 

VIDEO CONTRIBUTO (cliccare sull'immagine)

 

 

SECONDO AGGIORNAMENTO (1 DICEMBRE ORE 20)

 

Oggi abbiamo partecipato ad un'altra grande giornata di mobilitazione. In questo primo video della mattinata abbiamo raccolto anche delle testimonianze. Di seguito pubblichiamo la traduzione delle interviste che trovate nel video. STAY TUNED!

 

VIDEO CONTRIBUTO (cliccare sull'immagine)

 

 

G. Keif e Joy, grazie mille per essere con noi! La prima domanda per voi da YaBasta Bologna: cosa vi porta in piazza oggi, a sostegno ed a supporto del Movimento come genitori e come cittadini di Hong Kong?

 

K: Il motivo per cui siamo qui è che recentemente la polizia di HK ha usato troppu gas lacrimogeni contro i cittadini. Queste armi sono estremamente tossiche, specialmente per i bambini.

 

J: In particolar modo, ultimamente hanno utilizzato un tipo di gas lacrimogeno proveniente dalla Cina, e stanni cercando di nascondere qual'è il contenuto chimico di queste armi. Dagli effetti recenti del loro uso si è capito come gli ingredienti dei lacrimogeni siano molto dannosi per le donne incinta e per i bambini, cosa che può danneggiare la gravidanza e crescita infantile. Per questo siamo qua per chiedere alla polizia di smetterla con l'uso dei lacrimogeni.

 

G. Credete che l'utilizzo massiccio dei gas lacrimogeni abbia diminuito la fiducia che la popolazione di Hong Kong ha nelle proprie forze di polizia?

 

K: Sì, perché in molti casi non hanno realmente bisogno di utilizzarlo. Spesso lo utilizzano senza reali ragioni per farlo, quindi tutto questo non è necessario.

 

J: Inoltre, l'utilizzo di questi gas è davvero strano. Dicono di utilizzarlo per intimare alla gente di allontanarsi, ma spesso lo fanno dalla cima dei palazzi, mirando alla testa o agli occhi delle persone. C'è stato un caso di un ragazzo di 15 anni colpito agli occhi da un lacrimogeno che è rimasto incosciente per 15 giorni! Questo è un utilizzo dei lacrimogeni davvero maligno e scorretto da parte delle forze di polizia.

 

G. Keif, Joy, grazie mille per la vostra disponibilità e per essere stati con noi, buona fortuna per tutto!

 

 

TERZO AGGIORNAMENTO (1 DICEMBRE ORE 22 ITALIANE)

 

La giornata di oggi, la prima chiamata di massa dal turno elettorale distrettuale di domenica scorsa, è stata complessivamente tranquilla rispetto a quanto accaduto nelle scorse settimane. Pochi e contenuti gli episodi di scontro nonostante alcuni lanci di lacrimogeni da parte delle FFOO. Il corteo "Back to the Movement" era autorizzato solamente a stare nei marciapiedi, ma i manifestanti hanno immediatamente invaso le strade disobediendo al divieto.

La sensazione è che la vittoria, simbolica ma schiacciante, del fronte elettorale alle elezioni abbia riequilibrato la situazione. Tuttavia, lo sciopero dei lavoratori del settore pubblicitario di domani potrebbe alzare nuovamente la tensione, dato che si tratta di un segmento coinvolto solo indirettamente nelle proteste finora.

 

A tal proposito sono previste delle "call for action" e ci si aspetta che tante persone prendano parte a questa chiamata.


STAY TUNED

 

QUARTO AGGIORNAMENTO (3 DICEMBRE 2019 - ORE 16 ITALIANE)

 

Il movimento cittadino si sta compattando attorno alla situazione di Yuli Riswati, una lavoratrice domestica indonesiana arrestata circa un mese fa con l'accusa di lavorare ad Hong Kong senza permesso di lavoro, e che da allora è detenuta all'ufficio immigrazione del governo. Siamo stati ad uno dei presidi in sua solidarietà.

Aggiornamento: Yuli è stata deportata ieri intorno alle 14.30 locali. In questo momento si sta organizzando una raccolta fondi per aiutarla economicamente.

 

Di seguito la trascrizione degli interventi fatti al microfono inviataci dai manifestanti:

"I am coming from a group that defend the right of evictees under urban redevelopment and a member of a grassroots artist group. I am here to stand in solidarity with Yuli and protest again immigration office’s action. This incident has shown two important issues. First, as friends from migrant workers’ union have said, a tiny matter around visa issue can be used to do political repression. A basic right for one to speak about a political event and to have basic freedom of speech can be suppressed because of her migrant worker identity, one that has contributed so many years of her life working in Hong Kong. Another issue is detention centre (Castle peak immigration centre) if we called ourselves an international centre, what met the international standard is the detention centre, where many people don’t even get basic human right as one would have got as a prisoner. Some even need to hurt themselves to get medical care. This is unacceptable and ridiculous. In Hong Kong, there is much injustice at the moment. During the anti extradition bill movement, there are arbitrary arrests and police violence but in everyday life in society, there is also much injustice. For residents facing urban redevelopment, they also face similar issues as the government used a certain administrative procedure to increase the cost for one to struggle. So here we are standing today to support a fellow member of society who is facing injustice and one who gathers forces to help press for changes. Repression to them is the repression to all."

 

Chants:

"Release Yuli immediately
Stop political repression
Migrant workers are also human, not slaves."

 

VIDEO CONTRIBUTO (CLICCARE SULL'IMMAGINE)

 

 

SESTO CONTRIBUTO (3 DICEMBRE 2019 - ORE 19.30 ITALIANE)

 

 

Anche oggi un presidio di centinaia e centinaia di persone a Central Square in vista della marcia prevista per sabato. Il movimento di Hong Kong, come vedete dai manifesti, ricorda i propri "eroi".

 

VIDEO CONTRIBUTO (CLICCARE SULL'IMMAGINE)

 

 

 

 

RADIO CITTà FUJIKU: Hong Kong - Ya Basta segue le proteste

 

“Le proteste di Hong Kong ci sono sembrate interessanti – racconta Nicola ai nostri microfoni – In questo momento, anche dopo la recente tornata elettorale, l’intensità delle mobilitazioni si è affievolita rispetto all’assedio del politecnico, ma non è raro vedere persone che girano per strada con il volto mascherato o la maschera antigas. A rendere surreale tutto quanto è che ciò avviene in un Paese avanzato economicamente e tecnologicamente, con negozi di alta moda ovunque”.

L’attivista ricorda quali sono le cinque rivendicazioni della protesta: da un lato il ritiro della legge sull’estradizione, che ha già conseguito l’obiettivo; dall’altro l’eliminazione del reato di sommossa dal codice penale; c’è poi la richiesta della scarcerazione dei manifestanti arrestati finora e la creazione di una commissione indipendente di indagine sulle violenza della polizia; infine c’è la richiesta delle dimissioni del capo dell’esecutivo Carrie Lam.


“Più in generale – continua Nicola – i cittadini chiedono il suffragio universale, perché il capo dell’esecutivo è eletto da una commissione elettorale composta da 1200 persone e 30 dei 70 seggi del Parlamento sono direttamente affidati a rappresentanti delle grandi industrie”.

 

Un movimento eterogeneo

 

Quello che i media occidentali definiscono un movimento pro-democrazia è piuttosto composito. Accanto ai settori che protestano in prima linea, infatti, il movimento è, ad esempio, appoggiato anche da genitori e insegnanti preoccupati per l’eccessivo utilizzo e le possibili conseguenze dei lacrimogeni da parte delle forze dell’ordine.
Quanto agli espliciti appelli a Trump che hanno innervosito la Cina, i due attivisti di Ya Basta spiegano che gli slogan utilizzati da una importante componente del movimento ricalca quello della campagna elettorale del presidente statunitense: “Make Hong Kong great again“.


“Non si tratta di un’affinità ideologica pregressa con Trump – precisa Nicola – ma perché rappresenta un alleato reale di fronte a un nemico che sembra mastodontico, come la Cina”.

 

QUI ARTICOLO E INTERVISTA INTEGRALE AL NOSTRO NICOLA

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