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Palermo Charter Platform Process: from the sea to the cities!

November 18, 2019

 

 

La Palermo Charter Platform Process è una piattaforma europea che si pone l’obbiettivo di costruire un’alleanza transnazionale per la libertà di movimento, l’eguaglianza sociale e il rispetto de diritti di tutte di tutti. Tale processo in evoluzione, attraverso incontri ricorrenti, traccia una linea che collega le città accoglienti di alcuni paesi europei: ha avuto inizio nel 2018 a Palermo, per ritrovarsi a marzo 2019 a Barcellona e a luglio dello stesso anno a Napoli.

 

Bologna, quale esempio di città aperta, caratterizzata da una fittissima rete solidale dal basso che si è sviluppata attraverso il quotidiano lavoro di progetti, associazioni, realtà autorganizzate e migranti, ospiterà a fine novembre il prossimo appuntamento. La piattaforma include e connette diversi soggetti internazionali della società civile: ONG, avvocat*, sindac*, esponenti delle chiese, spazi sociali, reti migranti autorganizzate, ricercator* e attivist*. Essa costituisce uno spazio solidale con il movimento migrante, in grado di connettere le attività di soccorso in mare alla rete di città accoglienti, autoproclamatesi nel corso dell’ultimo anno come porti sicuri.

 

Nel Mediterraneo si continua a morire. Indipendentemente dai singoli governi nazionali che si sono succeduti in questi anni, si nota una coerente continuità nella gestione del fenomeno migratorio da parte dell’Europa su tutti i sui confini, legittimata da una politica di criminalizzazione della libertà di movimento e della solidarietà che la supporta, con effetti necessariamente razzisti e xenofobi. Essa è ciò che ha reso il nostro mare la frontiera più letale al mondo.

 

C’è tuttavia una risposta altrettanto forte e organizzata da parte di chi questa politica la rifiuta. L’attivismo che in diverse forme si è sviluppato in questi ultimi anni sui confini europei e in particolare nel Mediterraneo ne è un eloquente esempio. Le ONG e le piattaforme politiche come Mediterranea e Alarm Phone, attive nel soccorso in mare, hanno sviluppato una strategia concreta contro la violenza che si riproduce sui confini. Attraverso le loro azioni, sempre più criminalizzate dai governi europei, esse supportano la fuga di migliaia di persone. Siamo consapevoli che senza l’ostinata lotta del movimento migrante, l’attivismo solidale non esisterebbe. È questa interconnessione di soggetti diversi, ma ugualmente determinati e in rivolta, che rievoca un’altra storia, più antica e lontana nello spazio, ma che ancora oggi influenza il nostro presente.

 

Come la lotta antischiavista americana dell’800 costruì vie sotterranee per facilitare l’evasione di migliaia schiav* dai territori del sud, allo stesso modo oggi nel Mediterraneo si creano vie di fuga sicure per chi scappa da torture e violenze inumane, come quelle che si subiscono in Libia.

 

Queste vie di fuga non si interrompono con gli sbarchi in Grecia, Spagna e Italia, ma proseguono, talvolta alla luce del sole, talvolta più tacitamente, fino a raggiungere città e paesi all’estremo nord del continente. Il cammino e la lotta del movimento migrante non terminano con la traversata del Mediterraneo, ma continuano con l’aiuto di tutte le realtà solidali disseminate nei nostri territori e legate da una sottile linea rossa che connette le azioni di salvataggio in acque internazionali alle città aperte di tutta Europa. Negli ultimi anni attraverso grandi mobilitazioni che hanno portato in piazza migliaia di persone, campagne che hanno preteso una più definita presa di posizione da parte delle municipalità e attività mutualistiche dal basso sviluppate da diversi pezzi della società civile, città solidali ed accoglienti si sono affermate e hanno preso forma. Costruire ponti e connessioni tra questi luoghi sicuri, rafforzando quelle vie sotterranee di solidarietà e di lotta che attraversano i nostri paesi, è una delle sfide più importanti dei nostri tempi.

 

Di questo parleremo giovedì 28 novembre alle 18.30 a Làbas all’interno del quarto meeting della Palermo Charter Platform Process insieme a:

 

Sandro Mezzadra - Mediterranea Saving Humans, professore di filosofia politica dell’Alma Mater Studiorum di Bologna

 

Maurice Stierl - Alarm Phone, ricercatore della Goldsmiths University of London Eva Welling - See Brücke


Beppe Caccia - Mediterranea Saving Humans


Attivisti di Ya Basta Bologna

 

Eva Welling - See Brucke

 

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