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¡CHILE DESPERTÓ! "Non sono 30 pesos, sono 30 anni"

November 16, 2019

 

 

¡CHILE DESPERTÓ!
"Non sono 30 pesos, sono 30 anni"

 

MARTEDì 26 NOVEMBRE 2019 - ORE 18.30 - LABAS (Vicolo Bolognetti)

Da ormai un mese il Cile è attraversato da una mobilitazione popolare permanente, che denuncia le estreme disuguaglianze che segnano il paese e la mancanza di una democrazia reale.

L’aumento del costo dei biglietti della metro di Santiago è stato il fattore scatenante di un malessere molto più diffuso, dovuto a molteplici cause innescate dal sistema economico e sociale neoliberista fondato durante la dittatura di Pinochet: politiche di privatizzazione dei servizi basilari e delle risorse naturali (una su tutte quella dell’acqua), salari bassi (il 65% della popolazione non guadagna più di 450 euro al mese), costo della vita sempre più alto, pensioni miserabili e discriminatorie, difficoltà nel trovare alloggi a prezzi accessibili.

La risposta del presidente Piñera di fronte alla crescita e all'enorme diffusione delle proteste è stata di fatto una dichiarazione di guerra ai manifestanti: era dai tempi della dittatura che non veniva decretato il coprifuoco e che non veniva schierato l’esercito coi carri armati per le strade.

Nonostante la violenta repressione - che conta al momento attuale circa 22 morti e quasi 2 mila feriti (di cui 200 hanno perso un occhio a causa dei lacrimogeni e dei proiettili di gomma sparati direttamente al volto delle persone dalla polizia), oltre ai 5 mila imprigionati - il 25 ottobre più di un milione di persone sono scese in piazza a Santiago chiedendo attraverso un'Assemblea una Nuova Costituzione, mentre il presidente Piñera pretendeva e pretende tuttora di restare al governo.

Questo però non ha fermato le mobilitazioni che continuano tutt'oggi e che hanno trasformato una protesta specifica in un movimento trasversale e plurale, che spazia dalle lotte femministe a quelle indigene dei Mapuche, con l'obiettivo di ottenere una democrazia reale ed effettiva per il Paese.

Nella giornata del 14 novembre è stato effettuato un primo passo in avanti verso l'approvazione di una nuova costituzione, con la promessa da parte del governo di indire due referendum nel 2020 al riguardo.

Ne parliamo con:

- Diego, studente cileno dell'UNIBO
- David Muñoz Gutiérrez: ex rifugiato politico cileno in Italia, autore del libro “Cile, una storia come tante 1949-1973”
- Fernando Atria: avvocato e costituzionalista, Dottore in Diritto alla University of Edinburgh e docente dell'Universidad de Chile. Studia da tempo le falle della Costituzione e del sistema politico cileno (in collegamento).

Contributi video di:

- Rodrigo Echecopar: tra i leader del movimento studentesco del 2011-12. Più avanti, per due anni Presidente del Partido Revolución Democrática, parte del Frente Amplio cileno
- Salvador Millaleo: avvocato mapuche, docente dell'Universidad de Chile. Ex membro del Consejo de Observadores del Proceso Constituyente, attualmente consigliere dell' Instituto Nacional de Derechos Humanos - INDH
- Alondra Carrillo: psicologa, studentessa del master in Filosofia e Teoria Politica, portavoce della Coordinadora Feminista 8M. Fa parte del Grupo de Estudios Feministas e ha tradotto e curato l'edizione del dossier "Género y Capitalismo: debate en torno a reflexiones degeneradas"


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Immagine di copertina di Susana Hidalgo

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