Nè pacchia nè clandestinità, ma Accoglienza. Lavoratrici e lavoratori dell'accoglienza contro il


ASSEMBLEA PUBBLICA per costruire iniziative e mobilitazioni. Interverranno: ● Gianfranco Schiavone, vicepresidente ASGI, ● gli/le operatori/trici di Ciac onlus, impegnati nella campagna “Diritti non privilegi” ---> http://www.ciaconlus.org/il-decreto-immigrazione/ Il recente decreto legge varato dal governo, meglio conosciuto come “decreto Salvini” annuncia uno stravolgimento radicale del sistema di accoglienza, prefigurando la cancellazione di tutte le garanzie e tutele che attraverso esperienze positive e buone pratiche di coesione si erano riuscite a consolidare in molti territori.

La limitazione dello SPRAR a un numero esiguo di beneficiari e la concentrazione dei richiedenti protezione internazionale in giganteschi non-luoghi dell'attesa, privi di interventi per l'inclusione, sono l'agghiacciante prospettiva davanti a noi, ancor più inquietante perché accompagnata dall'abolizione della protezione umanitaria, dall' allungamento dei tempi di permanenza nei CPR, dagli ostacoli al pieno accesso all'iter di protezione internazionale. Senza dimenticare i pesanti arretramenti sui contenuti del diritto di asilo già introdotti dal precedente esecutivo con il Ministro degli Interni Marco Minniti. Rimane centrale l'attacco a chi opera per soccorrere le vite in mare. In questi giorni è nata Mediterranea Saving Humans, un’azione di disobbedienza morale ma di obbedienza civile, portata avanti da tutti e tutte coloro che sentono il bisogno di ridare speranza, ricostruire umanità e difendere il diritto e i diritti. Le accuse alle Ong hanno trasformato il Mediterraneo in un cimitero a cielo aperto, tanto che, a quattro mesi dall'inizio della stretta sui salvataggi in mare, la linea dura del Governo italiano è coincisa con un con un forte aumento del numero di morti e dispersi. In questa preoccupante cornice, il ruolo delle migliaia di operatori e operatrici, già in una condizione di precarietà e confusione tra erogatori di servizi e traballanti veicoli di integrazione, rischia di trasformarsi.

Grazie ad una campagna che ha stigmatizzato e delegittimato le professionalità dell'accoglienza facendole tutte rientrare nel calderone di chi lucra e fa business, le nuove direttive si guardano bene dal colpire il sistema della mala-accoglienza, preferendo invece smantellare pratiche indirizzate alla resilienza e all'autonomia economica delle persone accolte. La drastica riduzione dei fondi per l'accoglienza e il rinvio degli interventi sociali ai soli titolari di protezione ci farà assomigliare a personale ausiliario impiegato in Centri di attesa per migliaia e migliaia di richiedenti asilo identificati con numeri e braccialetti; il nostro compito sarà erogare vitto, fornire kit e controllare i movimenti/presenze, impotenti davanti alle prevedibili tensioni interne ed esterne.

Non saremo tanto diversi da carcerieri che accompagnano i migranti verso il destino preannunciato della clandestinizzazione di massa. Bene, se questo è quello che ci viene proposto, NOI NON CI STIAMO. Non ci stiamo ad essere complici di un sistema che produce cittadini di serie B, disuguaglianza e marginalità sociale. Non ci stiamo ad essere le persone che consegnano i richiedenti asilo a un futuro negato fatto di irregolarità, lavoro nero, sfruttamento e reclusione. Non vogliamo assistere, zitti ed ubbidienti, alla deriva razzista, xenofoba e securitaria che attraversa le nostre vite di lavoratori per investire l'intera società, visto che sull'odio verso i migranti si vuole definire l'identità di questo Paese.

Rivendichiamo e difendiamo la dignità e l’importanza del nostro lavoro, stanchi di essere precarizzati e strumentalizzati.

PER QUESTO INVITIAMO TUTTE LE LAVORATRICI E I LAVORATORI DEL SETTORE, TUTTE E TUTTI LE/GLI INTERESSATE/I

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